Pieve di Cusignano  

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L'arte nella Chiesa della Pieve

L'attuale struttura della Pieve rivela, se pur velata sotto i ripetuti rifacimenti, la pianta originale, che si articola in tre navate, concluse da volti in cotto, ornati di cornici, ribassati e poggianti su grossi pilastri, otto dei quali riportati all'originale freschezza di linee con la completa asportazione delle pareti settecentesche che ne occultavano le forme. Il restauro ha riportato in luce le colonne tonde composte di pietre spaccate di fiume, sormontate da capitelli ricostruiti durante il restauro, in cotto.

Attraverso le indicazioni degli inventari dei beni della Pieve di un secolo e mezzo fa, è possibile avere un 'idea del come fosse disposta all'interno la Chiesa stessa.

Si tratta spesso di descrizioni minute e precise, come per esempio la seguente del 1825. ( Inventario de beni appartenenti 'alla Chiesa della Pieve di Cusignano fatto l'anno 1825 in luglio -Arch. Vescovile).

" La Chiesa ha tre navate, quattro porte, una maggiore e le altre laterali ".

" La porta maggiore in facciata è vecchia e del tutto bisognosa d'esser rimessa non solo ma fatta di nuovo " e infatti qualcuno l 'ha rifatta perché quella attuale non è più l 'originale.

" Entrando per questa porta a sinistra vi è situato il sacro fonte con vasca di marmo e cupoletta di noce entro cui ritrovansi due vasetti per li sacri oli, uno de' quali manca di sua piccola crocetta sulla superiora estremità, ambedue sono d'argento, il mescolino però da battezzare è di stagno e piombo ". Attualmente il fonte è collocato nella cappella seguente e la copertura della vasca è in rame sbalzato; nella parete di sfondo sta un affresco di Fontana raffigurante il Battesimo di Gesù.

" A destra nella seconda pilastrata ritrovasi una lapide di marmo indicante le spese Pallavicine ". Questa lapide è stata trasferita sulla parete di fondo a sinistra entrando per la porta centrale e così si legge:

D.O.M.

HUIC TEMPLO

AB IMO AD SUMMUM

RESTITUTO

HISCE SANCTUARIO ET SACELLIS

AFFABRE DEPICTIS

RELIGIOSA NAVATA CURA

AB BERCULE PALLAVICINI

EX D.D. V ARANI MARCHIONORUM

MODERATORE

AC VICARIO FORANEO

ANNO M.D.CC.XLVI

" Nella prima colonna in cornu Evangelj ritrovasi vicino al Santuario l'Immagine della B.V. della Rosa in cornice velata, ed intagliata in legno ". Attualmente nella cappella menzionata figurano due statue della Madonna, e vi è sistemato uno dei due confessionali settecenteschi in noce.

" Nella quarta colonna, in cornu Evangelj vicino alla porta ritrovasi l'indulgenza della B.V. della Rosa scritta nel muro ". Ora non è più visibile.

" Nella prima colonna dall'altra parte a destra vicino al Santuario rimpetto alla B.V. in basso rilievo di marmo bianco l'immagine del Taumaturgo di Padova ".

L 'altare maggiore in marmo policromo dedicato alla Natività di S. Giovanni Battista, titolare della parrocchia, in conformità alla riforma liturgica ora è privo della mensa sorretta da quattro snelle colonnine che è andata a formare il nuovo altare " ad populum versus ", detto altare era adorno di sei bellissimi candelieri in legno, traforati e argentati di stile barocco, dono del marchese parroco Ercole Pallavicino furono rubati. insieme ai dieci bracciali, pure in legno traforato e argentato dallo stesso stile dei candelieri l'11 nov. 1975. Si conserva solo la fotografia.

Attualmente quattro sono gli altari: l'altare della B.V. del Rosario con nicchia entro cui si conserva il simulacro della Beata Vergine.

l'altare del Crocefisso, tuttora ben evidenziato da una grande croce,

l'altare dell'Angelo Custode con nicchia entro cui sta la statua dello stesso.

In detta chiesa vi sono due confessionali di noce, tutti con croce e sportelli.

Sopra ai due confessionali di noce trovasi due nicchie nel muro entro le quali a destra del Santuario travasi la statua di Sant'Antonio Abate, nell'altra a sinistra la statua di Sant'Apollonia.

" Il quadro di Giovanni Battista rappresentante la sua natività con cornice e tendine per coprirlo. Sedili di noce murati. Cattedra con suo genuflessorio, e lettorino. Lateralmente alla cattedra vi sono due armadi muro con rispettivi sportelli, e uno solo con serratura e chiavi ". La menzionata cattedra di modeste dimensioni è caratteristica per l'originalità della sua cimasa traforata, opera di artigiano locale settecentesco.

E infine un'occhiatina anche sul campanile: " nella Torre tre campane con orologio elettronico " Capanni " dono alla parrocchia del notaio Dr. Paolo Emilio Sozzi, nato in questo paese nel 1895 e già qui residente d'estate con la sorella Concetta e le nipoti.

Vanno pure menzionate per pregiata e recente fattura le tre vetrate classiche e policrome montate sul portale d'ingresso e nelle cappelle della Madonna e dell'angelo Custode. La prima della finestra centrale ad occhio di pavone, riproduce il patrono della parrocchia S. Giovanni Battista: in un'oasi del deserto è seduto su alcuni spessi macigni in un momento di riposo e di contemplazione; gli è accanto un bellissimo Agnello, simbolo del CRISTO da lui annunziato, sotto la gamba a cavalcioni, sull'altra appare rovesciata per la caduta a terra la croce cui è attorcigliata uno sventolante cartiglio con la scritta " Ecco l'Agnello di Dio ".

La seconda vetrata appare nitida e scintillante nella due finestre dell'altare della Madonna del Rosario; è un invito alla letizia per le due vistose corone di fiori campestri sorrette da un nastro azzurro sulla cui cima si staglia nella prima una splendente corona ( simbolo di Maria, regina del rosario) e nell'altra, due nodose mani di una popolana che sgrana la corona. Nella cappella di fronte, dedicata all'Angelo Custode. le vetrate ricordano l'osservazione attento la presenza degli angeli nella vita del fedele con l'atteggiamento orante e meditativo degli stessi: nel fondo appaiono i busti di S. Domenico Savio e S. Maria Goretti, veri angeli di che è andata a formare il nuovo altare < ad popudum versus >, detto purezza

 

L 'intera opera è frutto dell'arte del pittore e specialista in vetrate MAURO GAMBA da Brescia; è un valido e artista, forse ancora sconosciuto perché modesto e schivo: presiede a Busseto (dov'è residente) il " Circolo Musini ", benemerito per innumerevoli iniziative culturali. Il Gamba è espositore in varie mostre e vincitore di premi nell'ambito provinciale e nazionale: le sue vetrate sono sparse in numerose chiese del Trentino, Friuli, Val d'Aosta; nel nostro parmense si possono segnalare quelle del Centro giovanile don Bosco in Salsomaggiore, della Scuola materna di Busseto e altre.

 

Le vetrate

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Aggiornato il:  08 dicembre 2018